News 11/07/2018

I BUONI PASTO FANNO BENE ALL’ECONOMIA: 3 MILIARDI IL GIRO D’AFFARI E UNA FILIERA CHE RAPPRESENTA LO 0,72% DEL PIL

A Milano i primi Stati Generali del Buono Pasto in Italia promossi da ANSEB: un confronto aperto, strutturato e costruttivo tra voci istituzionali, associazioni di categoria e operatori del settore
 
Un tavolo istituzionale e poi un confronto tra alcuni operatori in rappresentanza dell’intero settore: un mercato, quello dei Buoni Pasto, che in Italia oggi vale circa 3 miliardi e la cui la filiera rappresenta lo 0,72% del PIL Italiano, creando 190mila posti di lavoro tra lavoro diretto e indiretto.
 
L’evento, organizzato da ANSEB, l’Associazione Nazionale Società Emettitrici Buoni Pasto che rappresenta circa il 80% di tutto il mercato italiano, ha avuto l’obiettivo di confrontarsi sullo stato del settore e sulle proposte virtuose per far crescere il sistema, portando valore a tutti gli stakeholder. Il tavolo istituzionale ha visto un’analisi del mercato e delle potenzialità di sviluppo da parte del Presidente di ANSEB Emmanuele Massagli, dell’Economista dell’Università di Genova Luca Betrametti, del Segretario Nazionale ADICONSUM Andrea Di Palma, del Vice Presidente FIPE Aldo Mario Cursano e del Segretario Regionale CISL Lombardia Paola Gilardoni.
 
I dati presentati chiariscono l’importanza del settore del buono pasto per il mercato italiano: sono circa 2,4 milioni i lavoratori che oggi usufruiscono dei buoni pasto, di cui 1,6 ml di lavoratori nel settore privato e 900mila nel settore pubblico. Il 40% dei lavoratori che pranza fuori casa per lavoro usa il buono pasto, che viene utilizzato nel 70% dei casi in bar, gastronomie e ristoranti e, per il restante 30%, nella grande distribuzione.
La detassazione del buono pasto elettronico in vigore dal 1° luglio 2015 ha comportato un "guadagno" per il lavoratore di 1,71 euro a pasto; circa 380/400 euro all'anno. Gli esercizi convenzionati sono circa 150mila e si stima che il 40% dei loro introiti derivino dall’utilizzo del buon pasto da parte dei lavoratori per una pausa pranzo sana e nutriente.
 
Il mercato del buono pasto in Italia è solido e sempre più moderno” ha dichiarato Emmanuele Massagli - Presidente ANSEB. “I principali centri di ricerca dedicati al welfare confermano come il buono pasto sia benefit preferito dai lavoratori. La defiscalizzazione fino a 7 euro del voucher elettronico, entrata in vigore tre anni fa, sta conseguendo i risultati sperati: tecnologizzazione dei servizi, diminuzione degli abusi, velocizzazione dei tempi di pagamento agli esercenti, maggiore reddito in tasca ai lavoratori. Sarebbe però un errore fermarsi a questo punto: l’obiettivo di ANSEB è quello di dialogare con il Legislatore, i sindacati, i piccoli esercenti, la grande distribuzione, le imprese clienti e i consumatori, affinché questo mercato sia sempre più fluido, trasparente ed efficiente. Non è un’intenzione teorica, perché sappiamo come conseguire l’obiettivo: in primis, innalzando a 9 euro la soglia di defiscalizzazione del buono pasto elettronico, in quanto occorre confermare le politiche che funzionano; in secondo luogo, è importante proteggere gli esercenti da operatori scorretti, immaginando dei fondi di garanzia a loro tutela e chiarendo per via legislativa le caratteristiche che devono avere le società di emissione dei buoni pasto. Inoltre, sarebbe importante la creazione di un tavolo di lavoro nazionale che coinvolga tutta la filiera del servizio sostitutivo di mensa; da ultimo, è necessaria una revisione dei criteri di valutazione delle offerte nelle gare pubbliche. Senza il buono pasto il lavoratore ha meno possibilità di usufruire di una pausa pranzo sana ed è più povero, quindi: perché non promuoverne la maggiore diffusione possibile?
 
Luca Beltrametti - Economista dell’Università Genova, ha illustrato gli elementi positivi da valorizzare nel sistema dei Buoni Pasto e, in particolare, la fiscalità generale. “Il sistema dei buoni pasto ha ampi spazi di crescita e ha effetti importanti, sia in termini di sostegno alla domanda aggregata - e quindi al reddito e all’occupazione - sia in termini di sostegno alle piccole e medie imprese. Queste ultime dispongono infatti di uno strumento che permette loro di non essere discriminate, visto che le loro dimensioni rendono del tutto anti–economica la gestione di una mensa aziendale. I buoni pasto forniscono un sostegno indiretto a luoghi (bar, piccole trattorie,  gastronomie, rosticcerie), che sono profondamente legati alla cultura italiana e a stili di vita tipici del nostro paese nelle loro ricchissime declinazioni regionali. Un’eventuale maggiore diffusione dei buoni pasto tra i redditi più bassi avrebbe inoltre un significativo impatto perequativo dal momento che il beneficio fiscale è percentualmente maggiore per i redditi inferiori.
 
Quello dei buoni pasto è un sistema complesso che può risultare virtuoso solo grazie ad un impegno collegiale su diversi fronti, in primis per favorire un pieno riconoscimento del valore facciale del buono lungo tutta la filiera. In quest'ottica gli Stati Generali del Buono Pasto sono un'importante occasione per tutti di fare il punto sull'andamento del sistema e verificare insieme le criticità da risolvere, a partire dai meccanismi delle gare d'appalto per l'aggiudicazione del servizio sostitutivo di mensa su cui è opportuna una riflessione. - ha detto Aldo Mario Cursano, Vicepresidente Vicario Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi - Proprio con questo spirito Fipe ha voluto inaugurare un nuovo corso grazie all'avvio dello sportello "Sos Buono Pasto", con cui la Federazione si mette a disposizione degli esercenti per segnalare in modo tempestivo alle società emettitrici di buoni pasto possibili criticità nei servizi, per agevolare risposte e interventi più rapidi. Un approccio basato sulla volontà di migliorare le procedure, proteggendo la nostra categoria da eventuali disservizi e segnalando alle stazioni appaltanti le possibili inadempienze utili a definire un rating reputazionale in fase di gara.” 

Era presente all’incontro anche l’ADICONSUM (Associazione Difesa Consumatori), con Andrea di Palma – Segretario Nazionale, che ha affermato: “Il buono pasto è ormai da anni un imprescindibile strumento integrativo al reddito di milioni di italiani. Occorre tutelarne l'integrità del valore e difendere i consumatori da quanti operano sul mercato creando disservizi. Lo strumento della gara d'appalto al massimo ribasso, prevista per esempio nella Pubblica Amministrazione, se non riformata nel senso di coniugare economicità e sostenibilità di erogazione del prodotto ticket, rischia di creare disagi, neanche indifferenti, a quanti sono poi i veri clienti del servizio e cioè i consumatori.” 

"L’utilizzo del Buono Pasto, prima forma di welfare aziendale, oggi rappresenta una tra le tutele aziendali contrattuali più richieste ed apprezzate dai lavoratori. – ha evidenziato Paola Gilardoni, Segretario Regionale CISL Lombardia - Potremmo riconoscerne anche un valore sociale: al suo utilizzo potremmo collegare progetti di educazione alimentare, contrasto allo spreco e recupero e delle eccedenze, secondo un condiviso principio di responsabilità sociale."